Pifferi e Tamburi - Città di Santhià


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La Storia

La prima testimonianza scritta, della presenza di Piffero e Tamburo nel carnevale di Santhià, compare nell'avviso pubblicato dopo l'elenco dei "piatti destinati al pranzo dell'ultimo lunedì di carnevale" che recita:"Il tutto deve essere ben cotto, e d'ottima qualità, altrimenti vi sarà la diminuzione di soldi cinque per ciaschedun individuo. Però il tamburo, ed il piffero saranno esenti di pagare la loro mercede."Dat. Santhià li 30 Gennajo 1833.Altra testimonianza si trova nei manifesti del programma delle manifestazioni carnascialesche del 1882 che recitano:"Lunedì ore 4 sveglia al suon di Pifferi e tamburi".Da allora , tramandando la tradizione da padre in figlio, si giunge ai giorni nostri .
L'assetto e la denominazione attuale del Gruppo risalgono all' inizio degli anni settanta quando le nuove leve ampliarono e rinnovarono gli organici.Di recente il Gruppo si è dotato di una divisa risalente al periodo napoleonico , è la fedele riproduzione dell' uniforme indossata dai "TIRAILLEURS DU PO": Battaglione di fucilieri costituito nel 1803 in Piemonte e che arruolava un terzo della sua forza dal Dipartimento della Sesia (Bulletin des lois n°109- Decret imperial n°1803 qui ordonne la Levée de la Conscription de 1806)Il Corpo Pifferi e Tamburi del Carnevale Storico di Santhià , con un organico composto da Pifferai, Tamburini, Cassista, Maziere , Alfiere e Vivandiere per un totale di circa 46 elementi , ha vivacizzato con la sua presenza numerose manifestazioni folcloristiche e carnevalesche ( indossando la divisa tradizionale composta da mantello rosso e cappello verde ) e dato tono a manifestazioni storiche nella veste dei tiratori del Po.Ricordiamo:-"Palio dei Micci" a Querceta di Seravezza (LU)-"Maggiolana Lucignanese" a Lucignano (AR)-"Carnevale Ambrosiano" a Milano-"Fiori in Piazza" a Torino-"Natale alla Certosa " a Genova-"Festa dei limoni" a Mentone --"Festa della mimosa" a Mandelieu (Cannes)-"Festa dei fiori" ad Antibes-"Festa delle luci" a Montbeillard-"Festa dell'Uva" a Gussago (Franciacorta-BS)- I carnevali di: Viareggio (LU), Oleggio (NO), Busseto (PR), Loano (SV), Diano Marina (IM), Borgosesia (VC), Biella, Chivasso (TO), Vercelli, solo per citarne alcuni.Ha partecipato a trasmissioni televisive di Antenna 3 Lombardia, Teleradiocity, Primantenna, Videonord, Retequattro, Quartarete ed al programma "Una fetta di sorriso" organizzato dall'UNICEF e trasmesso in rete nazionale.Ha partecipato alle Olimpiadi invernali "TORINO 2006" a Cesana Pariol, Pragelato, Pinerolo.Ha inoltre partecipato, come fanfara dei Gruppi Storici Napoleonici, alla parata dell' Associazione Europea dei Gruppi Storici e Tradizionali con la presenza del Ministro della Difesa Austriaco presso il Castello di Schonbrunn ( Vienna), alla rievocazione della battaglia di Wagram del 1809 in Austria e alla ricostruzione della battaglia del 13 e 14 aprile 1796 avvenuta nel Castello di Cosseria (SV), alla ricostruzione della Battaglia del Pane a Biella, a Reggio Emilia al Raduno Nazionale dell'Arma di Cavalleria e a Tolentino (Macerata) al convegno di Bande Musicali Napoleoniche.La missione del Corpo Pifferi e Tamburi è quella di essere il portatore delle tradizioni storiche culturali del Carnevale di Santhià, citato quale Carnevale più antico del Piemonte.


Tiratori del Po

Nel 1801 il nostro territorio era compreso nel distretto militare del dipartimento del po 27° divisione Fanteria Leggera con capoluogo Asti, Vercelli, Santhià e circondario.
Nel 1803 si organizzò un battaglione formato da volontari dei dipartimenti della 27° Divisione militare, che prese il nome di battaglione di Spedizione Piemontese, e nel Dicembre dello stesso anno quello di battaglione:
"Tirailleur du Po"
Alla fine del 1811 fu incorporato nell' 11° Leggeri 111° Fanteria di Linea (noto come "Tre palet").
I Tirailleur du Po si coprirono di gloria su tutti i campi di battaglia d' Europa , 300 uomini circa al comando del Capitano Bruno di Cussanio.
Viene ricordata in modo particolare la battaglia di Austerliz, dove uno sparuto , affamato e sfinito gruppo di "Tirailleurs" allo stremo delle forze , difese, con tenace caparbia nonostante la scarsità di armi e soprattutto munizioni , il castello di Sokolwisz.
Cosicchè le restanti legioni delle armate napoleoniche poterono avere la meglio sulle truppe Austiache..



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